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GeologiaGEOLOGIA DI CALCERANICA
Il substrato geologico dell’area di Calceranica è decisamente vario e nella diversità delle rocce che lo compongono mantiene memoria degli eventi geologici che sin dai tempi più remoti si sono succeduti. Alla base vi sono metamorfiti (1), cioè rocce nate dalla trasformazione di preesistenti rocce sedimentarie o magmatiche sottoposte a forti pressioni e alte temperature. Le metamorfiti dell’alta Valsugana sono filladi quarzifere, derivate da sabbie e limi depositatisi sul fondo di un antichissimo mare, e gneiss porfiroidi, evolutisi invece a partire da lave e altri materiali vulcanici. Al di sopra di esse si trova una nutrita serie di rocce sedimentarie, generate cioè dal deposito di materiali oppure dalla precipitazione di sostanze chimiche su fondali marini. Si tratta in particolare delle arenarie di Val Gardena (2) nate dalla cementazione di sabbie e ghiaie in ambiente continentale arido e della formazione a Bellerophon (3) originatasi da dolomie, calcari e gessi sedimentatisi sul fondo di un ampio golfo tropicale che nel frattempo aveva occupato la regione. Sui fondali di un basso mare che però andavano lentamente inabissandosi e la cui linea di costa non era ancora ben stabilizzata, si andarono poi depositando sabbie, argille e calcari che ora costituiscono la formazione di Werfen (4); successivamente alcune aree del futuro Trentino emersero dalle acque e la conseguente erosione cui furono sottoposte portò alla nascita del conglomerato di Richthofen (5); nel caldo mare tropicale si formarono in seguito delle scogliere con conseguenti accumuli di conchiglie, coralli e alghe calcaree che dettero vita ai potenti banchi di dolomia (6) che attualmente costituiscono le porzioni più elevate della Marzola. Il giacimentoIL GIACIMENTO DI CALCERANICA
Il giacimento di Calceranica è il maggiore di tutta l’alta Valsugana ed è costituto da solfuri inorganici, cioè composti chimici formati da zolfo unito a un elemento metallico. Così come gli altri giacimenti di solfuri dell’alta Valsugana, esso si è formato tra 450 e 430 milioni di anni fa quando sul fondo di un antichissimo mare (1) si aprirono delle fratture. Attraverso di esse risalirono verso la superficie masse di magma che però solo in parte eruttarono sul fondale marino (2). Conclusasi questa fase di instabilità, per qualche decina di milioni di anni sul fondale si depositarono argille, limi e sabbie che ricoprirono le lave eruttate (3). Attraverso la crosta sottomarina iniziò però a penetrare l’acqua del mare (4) che, a contatto con le masse magmatiche, si caricava di elementi chimici e, riscaldandosi, veniva spinta verso la superficie (5). Da questi “pennacchi” (6) di acqua calda, acida e ricca di zolfo e di metalli che fuoriuscivano da fenditure dei fondali, a contatto con l’acqua marina fredda e basica, precipitavano sui fondali i solfuri e gli altri minerali (7) formando così delle “lenti” di mineralizzazioni estese chilometri e spesse da 1 a 5 metri, che vennero poi ricoperte da altri sedimenti. Le mineralizzazioni rimasero così inglobate in un fondale che con il trascorrere del tempo si sarebbe lentamente evoluto nelle rocce metamorfiche che oggi affiorano in alta Valsugana. La piriteLA PIRITE
La miniera di Calceranica è stata scavata nel più vasto deposito di minerali metallici presente in alta Valsugana. La quasi totalità del giacimento era formata da solfuri, cioè da minerali formati da zolfo legato a un elemento metallico. Il solfuro di gran lunga più comune nel giacimento era la pirite, un minerale nel quale lo zolfo è legato al ferro. Il nome di pirite deriva dal termine greco pyros che significa fuoco, in quanto se questo minerale viene battuto con un pezzo di metallo produce delle scintille.
La pirite appare di lucentezza metallica e di colore giallo, da cui il nome di “oro degli stolti” con il quale era noto in passato. I cristalli di pirite hanno forma di cubo o di pentagonododecaedro cioè di solido formato da dodici facce a forma di pentagono. La pirite del giacimento di Calceranica ha comunque grana microscopica, i suoi cristalli infatti misurano frazioni di millimetri. Inizialmente ci si limitò a estrarre il ferro legato nella pirite, ma le inevitabili tracce di zolfo rendevano di scarsa qualità il metallo ottenuto. Ci si rese così conto che era più opportuno cercare di trarne piuttosto lo zolfo, elemento che unito all’ossigeno e all’azoto da vita all’acido solforico o vetriolo, come era chiamato in passato, una sostanza ricercata nelle manifatture tessili e in metallurgia come colorante e detergente.
La pirite, opportunamente macinata, veniva trasformata inoltre in “sugarina” o “spolverino d’oro”, una polvere finissima di colore dorato che veniva utilizzata come assorbente per l’inchiostro. Il più recente utilizzo della pirite è invece nel campo della produzione di esplosivi, di concimi e di cementi speciali. Minerali accessoriI MINERALI ACCESSORI Nel giacimento di Calceranica, accanto alla pirite, vi sono altri interessanti minerali:
LA MARCASITE un minerale di zolfo e ferro la cui composizione chimica è simile a quella della pirite ma che a differenza di quest’ultima forma dei cristalli allungati;
LA SFALERITE un minerale di zinco, ferro e zolfo che è chiamato anche con il termine meno corretto di “blenda” e dal quale si ricava lo zinco;
LA CALCOPIRITE un minerale di rame, ferro e zolfo, chiamata anche “rame giallo”, di colore paglierino scuro venato di verde e viola;
LA GALENA un minerale di zolfo e piombo dal quale si estrae proprio quest’ultimo elemento; spesso la galena contiene significative percentuali di argento e per questo un tempo veniva chiamata “piombo argentifero”;
LA MAGNETITE; un minerale di ossigeno e ferro che contenendo in alta percentuale quest’ultimo elemento è utilizzato appunto per ricavare ferro. E’ il minerale con le più intense proprietà magnetiche;
L’ARSENOPIRITE un minerale di ferro, arsenico e zolfo, che rappresenta la più comune fonte di arsenico;
LA PIRROTINA un minerale di zolfo e ferro il cui aspetto lo rende molto simile alla pirite.
Nel giacimento di Calceranica vi sono poi altri minerali molto più rari, come quelli di antimonio, di stagno, di bismuto e di tellurio, ma vi sono anche due metalli preziosi quali l’argento, presente con una concentrazione di 34 grammi per tonnellata di materiale, e l’oro, la cui concentrazione può invece raggiungere i 3,5 grammi per tonnellata. |











