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PER RAGGIUNGERCI In automobile: uscita Trento (caselli autostradali) 20 km seguendo dapprima la SS 47 poi la SP 1. In treno: tratta Trento-Bassano del Grappa, scendere alla stazione ferroviaria di Calceranica al lago che dista meno di un chilometro dal Parco Minerario Il paeseCALCERANICA AL LAGO
E' collocato sulle rive del lago di Caldonazzo, meta apprezzata del turismo estivo, italiano e straniero - in particolare proveniente dal nord Europa. Dista una ventina di chilometri da Trento, il capoluogo della provincia, ed è molto vicina a Levico, famosa località termale. Altri luoghi di rilievo vicini sono: Caldonazzo, Pergine, Borgo, l'Altopiano della Vigolana, la Valle dei Mocheni.
Il paese è diviso in due dal torrente Màndola che si immette nel lago.
In alto, su un dosso che domina l’intero paese c’è l’antica Pieve.
La parte a destra del torrente è distribuita attorno alla centrale Via Tartarotti. In questa porzione del paese c’è il Municipio, la scuola e la CHIESA NUOVA DELLA BEATA VERGINE MARIA DEL SANTO ROSARIO. Fu costruita sul piano per facilitare la partecipazione della gente alle liturgie e grazie a una generosa signora del paese che ha donato alla parrocchia, come suo testamento, l’edificio dell’attuale canonica e il terreno, perché venisse costruita una nuova chiesa. I lavori iniziarono a partire dal 1966 su disegno dell’architetto Efrem Ferrrari di Trento, la cui madre era nativa di Calceranica al Lago. L’edificio è in cemento armato, a forma di tau (con tetti in rame a forma di larghe vele), e richiama la forma simbolica della nave, o di falde della «tenda di Dio», come era detto il tempio di Dio fra gli uomini in cammino verso la meta promessa. È praticamente unica nel suo genere. L’espansione residenziale si è allungata lungo il tracciato stradale che costeggia il lago, localizzando la crescita. Una curiosità: l’etimologia popolare del toponimo racconta che “passando l’uomo che battezzava i paesi incontrò un paesano che saliva dal lago con una calza piena in mano. Gli chiese: ”Che avete in quella calza?” Rispose:”Rane”. Ecco trovato il nome: calze – ran –ega, calza di rane! ... QUALCHE FOTO! La minieraLA MINIERA Nelle viscere della montagna a monte di Calceranica, inoltrandosi fin sotto gli abitati di Bosentino e Vattaro, si sviluppa un reticolo di gallerie della lunghezza complessiva di una quarantina di chilometri. Purtroppo esso è attualmente irraggiungibile ed inespolrabile. Il recupero ha riguardado la parte iniziale della Galleria Leyla, una galleria scavata nel 19XX per poter raggiungere direttamente le gallerie di coltivazione, e per poter portare fuori il minerale scavato. Essa aveva una lunghezza di circa un chilometro, ed al suo termine si trova la "sala dei compressori", utilizzati per garandire il ricircolo dell'aria. ![]() ...QUALCHE FOTO! Il parcoIL PARCO MINERARIO Il Parco minerario si sviluppa lungo la valle del torrente Mandola, ed è attraversato dal "sentiero del minatore". I minatori che lavoravano presso la miniera di Calceranica provenivano dal paese e dagli abitati vicini. Molti erano in realtà originari del Veneto, dell’Emilia-Romagna, delle Marche e della Toscana. Chi abitava nei paesi vicini (Bosentino, Vattaro, ecc.) era costretto a percorrere ogni giorno i disagevoli sentieri che lungo la valle del torrente Mandola collegavano l’imbocco della miniera con le proprie abitazioni. Durante la brutta stagione, quando le ore di luce sono poche, questi itinerari venivano illuminati dalla fioca luce delle lanterne che accompagnavano alla mattina presto e alla sera i faticosi spostamenti dei minatori. Durante la Prima Guerra Mondiale, quando l’esercito austro-ungarico militarizzò gli scavi, allo scopo di velocizzare le operazioni di trasporto del minerale dalle bocche delle gallerie ai vagoni ferroviari della linea della Valsugana, i genieri asburgici tracciarono un apposito percorso che in parte correva anche in galleria e su di esso stesero
I dintorniI DINTORNI
Il lago è il più grande appartenente interamente al Trentino e misura 4.735 m. di lunghezza, 1.870 m. di larghezza e ha una profondità media di 27 m. L’abitato di Caldonazzo è una tipica borgata trentina ricca di spunti culturali, paese natale del famoso pittore Ottocentesco Eugenio Prati nonché il più importante centro frutticolo della Valsugana. Cosa vedere: • CHIESA PARROCCHIALE DI SAN SISTO • CHIESETTA DI SAN VALENTINO: situata sul colle di Brenta • MAGNIFICA CORTE TRAP • PARCO FLUVIALE TORRENTE CENTA – ACROPARK
Cosa vedere: • FORTE DI TENNA
Cosa vedere: • CHIESA DEL REDENTORE • PARCO DELLE TERME: noto per le rigogliose piante esotiche è uno dei simboli della città.
A pochi chilometri da Trento, racchiuso tra le montagne Vigolana e Marzola guarda dall’alto la Valsugana e il Lago di Caldonazzo. Molti minatori provenivano da questi paesi e scendevano, attraverso i percorsi nei boschi, lungo il corso del torrente Mandola fino a Calceranica per andare a lavorare nella miniera.
Da Pergine Valsugana in pochi minuti si raggiunge la suggestiva Valle dei Mocheni, custode di tradizioni antiche e dove la natura selvaggia offre svariate possibilità per escursioni di ogni genere. Cosa vedere: • CHIESA DEL CONVENTO DEI PADRI FRANCESCANI • CHIESA PARROCCHIALE DI SANTA MARIA • CASTELLO DI PERGINE: il castello sorge sulla sommità del colle Tegazzo da dove domina gran parte dell’alta Valsugana • PARCO AI TRE CASTAGNI • MUSEO DELLA CENTRALE IDROELETTRICA DI SERSO • MUSEO DEGLI ATTREZZI AGRICOLI ED ARTIGIANALI DELLA COMUNITA’ DI CANEZZA
In valle c’è un Museo – Miniera "Grua va Hardömbl". La Valle del Fèrsina o dei Mòcheni è conosciuta fin dalla preistoria per i giacimenti minerari e per le relative attività fusorie. In diverse zone sono infatti riscontrabili resti di forni fusori e discariche di scorie risalenti al 1100-1300. Il primo documento scritto finora a noi noto che testimonia le prime concessioni ad avviare ricerche e scavi minerari è del 1330 d.C. Il periodo di massimo splendore di questa attività nella valle si ha nel 1500-1600, mentre nei secoli successivi fino ad alcuni decenni fa i ricavi non riescono a compensare i costi sempre maggiori, e la decadenza è inevitabile. Di provenienza prevalentemente tedesca sono sia gli imprenditori che i minatori, detti canopi (dal tedesco "knappen"). I tributi che gravano sulla rendita vengono suddivisi tra i Conti del Tirolo ed il Principe Vescovo di Trento. Ai contadini locali non restano che lavori di manodopera o di trasporto. Lo sfruttamento indiscriminato dei boschi provoca inoltre sempre più frequenti frane e rovine. Nonostante ciò l'attività mineraria ha segnato profondamente la cultura tradizionale a livello dell'immaginario, di storie, leggende, fiabe. I filoni sono oggi esauriti, i minatori se ne sono andati, ma la loro impronta è ormai scolpita nella roccia. La miniera "Grua va Hardömbl" è coltivata già nel 1500, ma gli ultimi lavori vengono effettuati fino al secolo scorso. Al suo interno è ben visibile la grande mole di lavoro effettuata nel corso di questi secoli dall'uomo e le varie tecniche utilizzate. Attrezzi e strumenti da lavoro, reperti originali, minerali ed altri oggetti portano la mente a ritroso nel tempo, in epoche lontanissime o in altre più vicine a noi. La miniera, su tre livelli di cui uno allagato, è così ben conservata che sembra quasi “viva”; è un’emozione per ogni visitatore la sensazione di silenzio, l’iniziale smarrimento dato dalla profondità entrando nelle viscere della terra e lo stupore poi di toccare e vedere le misteriose vene di minerale che attraversano la roccia. La miniera, distante circa 5 km dal centro di Palù, si trova nei pressi del sentiero che porta al Lago di Erdemolo, a quota 1700 metri.
NELLE VICINANZE: • CATENA DEL LAGORAI • TRENTO • BOLZANO • ROVERETO • LAGO DI GARDA • VERONA • BASSANO DEL GRAPPA • VENEZIA • PADOVA
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Calceranica è un paese turistico dell'Alta Valsugana con una popolazione di circa 1.300 abitanti residenti.
La parte sulla sinistra comprende l’antico borgo con la CHIESETTA DI SANT’ERMETE: risalente all’anno 1000, è la chiesa più antica della Valsugana, sorta su di un tempio dedicato alla dea Diana, il cui cippo è tuttora conservato in fondo alla chiesa. Campanile protoromanico, edificio romanico-gotico. Fu restaurata ed ampliata per intervento dei conti Trapp nel XVI secolo.
CHIESA PIEVANA DELL’ASSUNTA: Costruita prima del 1208 e riconsacrata nel 1537 presenta un edificio gotico-rinascimentale, campanile dal basamento romanico, cella campanaria gotica e altar maggiore del XVIII secolo. All’interno è custodito un prezioso organo datato 1805 opera di Antonio Callido di Venezia. L’unico rimasto in Trentino di quell’organaro e rimasto pressoché intatto.

Poco distante c’è l’abitato di CALDONAZZO che da il nome al lago.
Aperta sull´omonima collina, fra il dosso della fortezza austro-ungarica da un lato e la pineta di Alberé dall´altro, TENNA guarda i due laghi di Caldonazzo e Levico in posizione privilegiata sulla piana sottostante.
La cittadina di LEVICO TERME che si affaccia sull'omonimo lago nascosto tra il verde dei monti della Valsugana, è una delle più rinomate Terme ottocentesche, nota alla medicina internazionale per l'efficacia terapeutica delle sue acque arsenicali-ferruginose, uniche in Italia.
L’altipiano della VIGOLANA a circa 700 metri di altitudine sul livello del mare comprende i paesi di Centa San Nicolò, Vattato, Vigolo Vattaro e Bosentino.
PERGINE VALSUGANA, cittadina a pochi chilometri da Trento, borgo rinascimentale ricco di storia e ottimo punto di partenza per escursioni e gite. Dominata dalle antiche torri del castello medievale di Tegazzo, la cittadina è il capoluogo dell’Alta Valsugana. Regala suggestivi scorci e incuriosisce il visitatore con le sue testimonianze artistiche lungo la caratteristica via Maier, una tra le più belle contrade rinascimentali del Trentino, tra le case patrizie e le antiche chiesette del centro storico. Intorno all’abitato, protetto da dolci colline, si apre la zona dei laghi (Pudro, Madrano e Canzolino).
La VALLE DEI MOCHENI è una piccola realtà del Trentino che ha conservato oltre ad una natura quasi intatta, una sua forte identità grazia anche alla sua etnia di origine tedesca. I mocheni ancor oggi parlano una lingua quasi incomprensibile fuori dalla piccola valle! Può essere definita un tedesco antico integrato con parole del dialetto trentino, sviluppata in seguito all’immigrazione di contadini tedeschi in valle verso il 1200-1300.